Martedì 10 febbraio scorso, al nostro Caminetto, abbiamo scelto di guardare “in casa” e di valorizzare due eccellenze del Rotary Club Scandicci: Ilaria Raveggi e Cecilia Volpe.

Due colonne portanti del club, entrambe Past President, che nel tempo hanno sempre ricoperto — e continuano a ricoprire — incarichi strategici: un patrimonio di competenze e passione che, a volte, rischiamo di dare per scontato quando cerchiamo relatori fuori dal club.

Ilaria, forte della sua passione e della sua esperienza professionale (ha svolto corsi di table setting per cuochi, frequentato corsi universitari sul settore e ha visto le proprie apparecchiature pubblicate su riveste e blog), ci ha accompagnati in un viaggio affascinante tra apparecchiatura della tavola e galateo: non come “regole rigide”, ma come linguaggio sottile fatto di attenzione, cura, rispetto degli altri.

Cecilia ha poi dedicato un focus alle posate, con un riferimento prezioso alla pubblicazione di Manfredo Fanfani, “La forchetta di Caterina de’ Medici”: un dettaglio solo in apparenza quotidiano che apre, in realtà, a storia, costume e trasformazioni culturali.

Il tema, in fondo, è stato marcatamente rotariano: perché la convivialità non è un contorno, ma uno dei luoghi più importanti in cui si costruiscono confidenza, fiducia, intimità sociale.

Nella nostra cultura, sedersi a tavola significa riconoscersi, ascoltarsi, darsi tempo. E non è un caso che il Rotary abbia fatto della convivialità uno dei suoi strumenti più efficaci: non per “stare insieme” e basta, ma per creare quel clima in cui nascono idee, si consolidano relazioni e si prepara, con naturalezza, il servizio.

Una serata concreta, piena di spunti. E soprattutto una bella conferma: quando valorizziamo le nostre persone, valorizziamo il nostro club.